Materia, luce e ritmo: un dialogo architettonico con la città che cambia.
CLIENTE:
Studio Labics
LOCATION:
Roma, Italia
ANNO:
2001-2004
Al tempo della collaborazione Labics si inseriva nel quartiere del Gazometro, a Roma, un’area dal passato industriale, in forte trasformazione residenziale e culturale. In questo contesto denso e vivo, i miei interventi trovano equilibrio tra rigore architettonico e apertura sensoriale: una sequenza di pieni e vuoti, materia e luce, che restituisce allo spazio il suo ritmo naturale. L’architettura dialoga con il contesto senza rincorrerlo: ne assorbe la forza storica e strutturale, ma ne rielabora l’identità attraverso un linguaggio essenziale, attento, contemporaneo. Un respiro nel cuore pulsante della città.
Nei progetti firmati Labics ho lavorato su un equilibrio preciso tra struttura e spazio vissuto. Ogni scelta è stata il frutto di un processo attento, rigoroso, quasi meditativo, dove il tempo di riflettere era parte integrante della qualità dell’esito. Ho imparato a costruire il progetto come una sequenza di relazioni tra vuoti e pieni, tra materia e luce, tra concretezza ed eleganza. Gli interventi hanno valorizzato materiali puri il cemento, il legno, il ferro e il vetro, accostati con misura per dare forma a spazi sobri, profondi e intensamente architettonici.